lunedì 15 luglio 2019
APPUNTI A MARGINE DELLA TAVOLA ROTONDA “FUNZIONI SOCIALI ED EDUCATIVE DEI GRUPPI FOLKLORICI"
ll 12 luglio 2019, nel Castello
Aragonese di Castrovillari, in occasione dei "90 anni di storia del Gruppo
folklorico Pro Loco del Pollino di Castrovillari" si è tenuta, in
collaborazione con l'Accademia Pollineana, la Tavola rotonda sul tema:
"Funzioni sociali ed educative dei Gruppi folklorici", ispirata, tra
l'altro, all'articolo specialistico di V. Cocca “ Interessare i giovani al
proprio patrimonio etnografico. Attuali proposte educative della F.I.T.P.” , apparso
nel n. 3 della rivista " Il Folklore d’Italia". Sono intervenuti,
dopo i saluti del pres. della Pro Loco, prof. Eugenio Iannelli, e
l’introduzione del Direttore artistico, dott. Gerardo Bonifati, il Prof. Enzo
Vinicio Alliegro, del Dip. Scienze sociali "Federico II", UNINA, il
prof. Leonardo Alario, Pres. I.R.S.D.D. di Cassano Jonio, il Pres. F.I.T.P.
Benito Ripoli, il Segretario generale F.I.T.P. Franco Megna. Ha coordinato i
lavori il prof. Mario Atzori, UNISASSARI. Cruciale la domanda introduttiva,
quasi un “problem solving”: “ Come i Gruppi folklorici hanno svolto e svolgono
tuttora il loro ruolo?”. Questione assai complessa da risolvere. Certo è che
nel passaggio da una società agricolo-pastorale ad una società industriale,
affermatasi non più in ambito rurale, bensì urbano, il recupero della
tradizione culturale popolare, o meglio, come sostiene Alario, della
“tradizione culturale orale”, compiuta dai Gruppi folklorici, ha avuto la
finalità di documentare il passato. Come lo hanno riproposto? Tendenzialmente
attraverso un’opera di spettacolarizzazione. Si è trattato, per meglio dire, di
due operazioni distinte, inerenti alla documentazione ed alla trasposizione
scenica. Di cosa, nello specifico? Di un mondo che stava scomparendo. Permaneva
in qualche festa popolare o per alcuni aspetti nelle Feste dell’Unità, in cui
si ricordava qualche aspetto del passato. In seguito, l’attenzione per
l’attività dei Gruppi folklorici si è spostata in seno alle famiglie
interessate, in cui, in particolare le madri, secondo Ripoli, attratte dalla
bellezza e dalla fattura degli abiti tradizionali (o per meglio dire storici),
hanno cercato il coinvolgimento di bambine e bambini in questo settore. Atzori
fa notare, con un certo rammarico, che quei bambini, una volta adolescenti,
sono attratti dalla “movida” che, a partire dal venerdì sera e per tutto il
fine settimana, li tiene avvinti allo “sballo” collettivo, non sempre salutare
e produttivo. In alcune regioni d’Italia, ad esempio la Puglia, le “tarantate”
hanno saputo rispondere a questo desiderio di liberazione collettiva, con
rituali “ipnotici” che ne hanno decretato la diffusione ed il successo. Si è
trattato di far transitare le giovani generazioni da un ballo originariamente
di dolore e di tragedia ad un ballo di piacere e di liberazione del corpo (e
dell’anima). Attualmente non è del tutto chiaro come interessare i giovani alle
attività dei Gruppi Folklorici. Megna cita la grande letteratura, per
intenderci quella di Corrado Alvaro con il capolavoro, “Gente in Aspromonte” ed
indica nelle due direttrici della cultura e della bellezza il segreto per una
crescita d’interesse. E tuttavia, forse, come insegna lo stesso Alvaro, si deve
distinguere tra il riconoscimento della vita cruda cui canti e balli popolari
alludono e l’amore disperato dei paesi lasciati dalle migliaia di emigranti
costretti dalle necessità impellenti ad emigrare e che finiscono per esprimere
l’amore per il loro paese come ricordo (e quindi trasfigugurazione della
realtà) e leggenda. Chiave di volta è ancora lo studio e l’affidamento ad
esperti del settore, per evitare banalizzazioni e passatismi. C’è tanta voglia
di protagonismo sano: lo spettatore ama capovolgere il proprio ruolo in quello
dell’attore, del protagonista, e forse proprio in questo si può rinvenire la
motivazione del successo di sagre e feste popolari in cui le tradizioni
eno-gastronomiche del territorio ben s’accoppiano con degustazioni,
interpretazioni, coinvolgimenti, nel clima della festa dei territori. Alliegro,
da attento studioso, invoca la costituzione di banche dati, l’ intensificazione
e l’affinamento delle ricerche. Denuncia che “la mancata rigenerazione dei
Gruppi folklorici” è un problema di ordine generale, ascrivibile anche ad altre
associazioni. Sarebbe utile indagare su “Quali e quanti siano i giovani
iscritti ai Gruppi folklorici; quali e quanti iscritti alla Federazione, quale
è la mortalità e per quali ragioni si
verifica”. Certo è che oggi è particolarmente difficile essere giovani, è
complicato. Non mancano proposte, opportunità, stimoli, ma quali di questi
ultimi si concretizzeranno in veri e propri programmi culturali? Un giovane,
per lo più, tende a seguire le mode, perché in fondo il problema è essere
accettato e riconosciuto dal gruppo dei pari. Il gruppo, con i suoi componenti, fissa l’abc dei comportamenti. Ci si è chiesti,
ad esempio, quale è il livello di decodifica degli spettacoli proposti? Cosa
passa ai giovani dal palcoscenico e dai suoi attori? Sono scrittori, ballerini,
è un défilé di moda o cos’altro? Poi c’è il problema dell’intreccio dei
linguaggi, dell’intersecazione dei media, verbali, prossemici, musicali,
coreutici, etc. Insomma, centrali dovrebbero essere le domande “Come ci giudica
il pubblico?/ Che idea collettiva circola di noi?/ Nel mercato
musicale-ricreativo, quale spazio occupiamo?”. Gli spettacoli solitamente
semplificano, i Gruppi folklorici tendono alla complessità dei linguaggi. Un
altro problema potrebbe essere che il pubblico non sempre è in grado di
comprendere i vari media usati, i vari registri e stili: canori, prossemici,
strumentali, ecc. Dunque, affrontando e risolvendo questi problemi, “Occorre
rinnovare la mission”. Poiché non esiste “la tradizione”, bensì “le
tradizioni”, occorre anche ricostruire i contesti. Paradossalmente ciò che è
potenzialmente attrattivo è anche, al contempo, limitante. Tuttavia, sapere e
potere riconoscere “Qui c’è la nostra storia, la nostra identità, le nostre
radici”, questo è estremamente attrattivo. Autenticità, genuinità, spontaneità:
questo è il catalizzatore. Istinti repressi in altri ambiti socio-culturali
possono essere espressi e rappresentati dagli spettacoli folklorici, così come
stati alterati della coscienza (artisticamente parlando) nello spettacolo
folklorico funzionano, sono potenzialmente formidabili attrattori. Atzori
ricorda che “Bisogna partire dal mondo dei bambini, dal mondo dei ragazzi”,
persino dall’amato ed acclamato Vasco Rossi, per recuperare la funzione
pedagogica. Alario fa un discorso tutto suo. Per l’antropologo cassanese “per
attrarre giovani ed adulti alla realtà della cultura popolare, bisogna
rifondare il lessico”. Chiarisce che il folklore non è fatto di cose antiche, così
come la lingua italiana: è sì antica, ma si è evoluta. Finora, incalza, il
folklore è esistito perché ha sviluppato il suo aspetto evolutivo e dinamico.
Per non scomparire, il folklore deve tener conto che la fenomenicità
dell’esperienza storica dell’uomo deve entrare in contatto con l’evoluzione dei
tempi. Il folklore deve privilegiare la
cultura di tradizione orale. “Popolare” potrebbe essere termine equivoco e
persino pericoloso. Se la coscienza del bambino si forma per inculturazione
essenzialmente dalla madre, a quale tradizione il bambino nativo digitale si
affiderà? Ciò che conta, per Alario, è lo sguardo, l’ascolto, il linguaggio. Il
folklore esiste perché ci sono persone che lo elaborano. Per rifondare la
propria identità, bisogna portare quasi inchiavardato, sostiene Alario con una
certa enfasi, il campanile del proprio luogo d’origine, tenendo conto, poi, di
tre elementi fondamentali: teatralizzazione, piacevolezza,
verosimiglianza/utilità. Atzori, a conclusione, lancia una bella provocazione
culturale: leggere o rileggere Anton Semenovič
Makarenko, autore del “Poema pedagogico” che ha come obiettivo della sua
impresa quello di costruire l’ “uomo nuovo”, l’ “uomo socialista” e questo si
può ottenere anche da giovani vagabondi, la cui “anormalità”, secondo
Makarenko, è solo transitoria; l’importante è offrire loro una prospettiva,
poichè l’uomo non può vivere se non vede davanti a sè nulla di piacevole, dato
che la gioia del domani è il vero stimolo della vita umana. Intervengo dal
pubblico per chiedermi e chiedere agli illustri ospiti se nella “società liquida” cui apparteniamo e di cui ci ha resi edotti il genio del compianto Zygmunt Bauman ci potrà mai essere un solo approdo,
una sola risposta possibile, un centro capace di aggregare la complessità delle
sfide che ci attendono, dall’identità plurale che passa attraverso la
riscrittura del codice etico dei rapporti tra sessi ed identità varie, là dove
si riconosca la necessità e perfino l’impellenza di ridefinire la parità di
genere (o di tutti i generi) nelle
concrete opportunità e sostanziali riconoscimenti reciproci, autoeducandoci
finalmente alla libertà, al rispetto ed al riconoscimento pacifico e stimolante
dell’ alterità, sia che si tratti di un minore, sia che si tratti di una donna
o di un migrante, o ancora di un’altra identità sessuale, fino al porci per
davvero il marcato e persino drammatico problema dei diritti mancati, delle
minoranze disconosciute, dell’imposizione delle culture prodotte dalle elites dominanti, raramente realmente aperte alla
problematicità della conoscenza e delle altre visioni della vita. Io spero, con
tutte le mie forze che, comunque vada, resteremo umani, ci sforzeremo perciò di
essere più solidali, più inclusivi, più legati alle straordinarie forme di vita
e di cultura, comprese quelle dell’ambiente circostante con le sue quasi
infinite varietà della flora e della fauna e che, qualunque siano per noi,
abbiano sempre qualcosa da insegnarci.Castrovillari, 15 Luglio 2019Filomena Minella Bloise
lunedì 27 maggio 2019
CURIOSITA' EROTICHE E SALUTE PUBBLICA IN CALABRIA DI A. IANNICELLI PRESENTATO DAI LETTORI PER IL MAGGIO DEI LIBRI A CASTROVILLARI
Castrovillari. Festival Ricorrente dei Lettori & Città che legge.
I Readers per Il Maggio dei Libri, Giovedì 30 Maggio, ore 18, nel Circolo Cittadino, presentano il volume di Antonio Iannicelli "Curiosità erotiche e salute pubblica in Calabria. ‘A zzâ i Filippa e le case di tolleranza a Catanzaro", Edizioni Il Coscile. ln un contesto linguistico singolare e con completezza di analisi, attingendo dagli archivi della città (Archivio di Stato, Archivio storico Comunale, Archivio dell’Arcidiocesi e Archivio Manicomio in Girifalco) Antonio Iannicelli ha svelato le curiosità erotiche dei calabresi, mantenendo quella necessaria “leggerezza” che gli permette di riuscire a cogliere la specificità della poesia erotica popolare capace di rivendicare un suo posto di tutto rispetto accanto alla "cultura egemone". I Lettori ti attendono.
PROGRAMMA:
Saluti istituzionali:
Mimmo Lo Polito, sindaco di Castrovillari
Maria Francesca Corigliano, Assessore alla Cultura Regione Calabria
Intervengono:
Antonino Ballarati, pres. ass. cult. “Circolo Cittadino”
Donatella Laudadio, capodelegazione FAI Pollino
Leonardo Alario, pres. I.R.S.D.D. Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia Cassano Ionio
Mimmo Sancineto, editore
Letture commentate: Filomena Minella Bloise
Coordina: Pasquale Pandolfi, vicepres. Accademia Pollineana
i Lettori
the Readers
FESTIVAL RICORRENTE DEI LETTORI
CASTROVILLARI-POLLINO-CALABRIA-ITALIA-EUROPA-MONDO
(Progetto Artistico-letterario dell’Accademia Pollineana
-Col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Castrovillari,
“Città che legge”)
Anno 2018/ 2019
IV EDIZIONE, 3a Ricorrenza, XIII Rassegna
IL MAGGIO DEI LIBRI 2019
#iLettori #theReaders #PollinoReaders
Patrocini: Regione Calabria, Provincia di Cosenza
Collaborazioni: A.I.C.C. Castrovillari, FAI Pollino, Pro Loco di Castrovillari, Circolo Cittadino, Ass. Cult. “Città solidale”, I.R.S.D.D. Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia Cassano Jonio, Ass. cult. “Kontatto production”, Galleria d’Arte e Casa Editrice “Il Coscile”, Promoidea, Rubbettino Editore, Luigi Pellegrini Editore, Sellerio Editore Palermo, Castelvecchi Editore, Libreria “San Francesco”.
I Readers per Il Maggio dei Libri, Giovedì 30 Maggio, ore 18, nel Circolo Cittadino, presentano il volume di Antonio Iannicelli "Curiosità erotiche e salute pubblica in Calabria. ‘A zzâ i Filippa e le case di tolleranza a Catanzaro", Edizioni Il Coscile. ln un contesto linguistico singolare e con completezza di analisi, attingendo dagli archivi della città (Archivio di Stato, Archivio storico Comunale, Archivio dell’Arcidiocesi e Archivio Manicomio in Girifalco) Antonio Iannicelli ha svelato le curiosità erotiche dei calabresi, mantenendo quella necessaria “leggerezza” che gli permette di riuscire a cogliere la specificità della poesia erotica popolare capace di rivendicare un suo posto di tutto rispetto accanto alla "cultura egemone". I Lettori ti attendono.
PROGRAMMA:
Saluti istituzionali:
Mimmo Lo Polito, sindaco di Castrovillari
Maria Francesca Corigliano, Assessore alla Cultura Regione Calabria
Intervengono:
Antonino Ballarati, pres. ass. cult. “Circolo Cittadino”
Donatella Laudadio, capodelegazione FAI Pollino
Leonardo Alario, pres. I.R.S.D.D. Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia Cassano Ionio
Mimmo Sancineto, editore
Letture commentate: Filomena Minella Bloise
Coordina: Pasquale Pandolfi, vicepres. Accademia Pollineana
i Lettori
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FESTIVAL RICORRENTE DEI LETTORI
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(Progetto Artistico-letterario dell’Accademia Pollineana
-Col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Castrovillari,
“Città che legge”)
Anno 2018/ 2019
IV EDIZIONE, 3a Ricorrenza, XIII Rassegna
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Patrocini: Regione Calabria, Provincia di Cosenza
Collaborazioni: A.I.C.C. Castrovillari, FAI Pollino, Pro Loco di Castrovillari, Circolo Cittadino, Ass. Cult. “Città solidale”, I.R.S.D.D. Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia Cassano Jonio, Ass. cult. “Kontatto production”, Galleria d’Arte e Casa Editrice “Il Coscile”, Promoidea, Rubbettino Editore, Luigi Pellegrini Editore, Sellerio Editore Palermo, Castelvecchi Editore, Libreria “San Francesco”.
domenica 19 maggio 2019
PANTALEONE SERGI OSPITE DEI READERS CON LIBERANDISDOMINI
Per la XIII Rassegna dei Readers, Festival Ricorrente dei Lettori, in occasione del “Maggio dei Libri” a Castrovillari (insignita del titolo “Città che legge”), si terrà il 5° appuntamento dei programmati 7 incontri con autori e le loro opere da far conoscere e leggere al pubblico: la presentazione del libro di Pantaleone Sergi “Liberandisdòmini”, Luigi Pellegrini Editore, prevista per Venerdì, 24 Maggio, ore 18:00, nel
Salone “A. Giannoni”, Circolo Cittadino, C.so Garibaldi, Castrovillari. Saluti istituzionali saranno portati da Domenico Lo Polito, sindaco di Castrovillari. Interverrà Antonino Ballarati, pres. Ass. cult. “Circolo Cittadino”. Relazionerà Vittorio Cappelli, docente di Storia contemporanea Unical. Coordinerà Giovanni Pastore, giornalista, vice caporedattore Gazzetta del Sud.
Pantaleone Sergi con il suo romanzo “Liberandisdomini” edito da Pellegrini ha ottenuto il Premio letterario Amaro Silano 2018 per la narrativa. “Liberandisdomini racconta un paese immaginario della Calabria a cavallo tra Ottocento e Novecento, destinato a scomparire nel terremoto del 1905. Mambrici è un paese isolato che assiste allo spopolamento per effetto dell’emigrazione nella ‘Merica’”.
Al centro la figura del sindaco don Florindo appartenente alla classe nobiliare, attento a mantenere il controllo sociale ma aperto al nuovo con prudenza e soprattutto deciso a difendere il paese da don Mimì, mafioso che cerca un proprio riconoscimento. Mambrici condensa la storia di una Calabria dimenticata, funestata da calamità naturali, dalla miseria e dalle ingiustizie e percorsa da fermenti socialisti repressi sul nascere”. “Presente nel libro – è detto ancora nella motivazione del Premio suddetto – anche l’attenzione al magico, altro elemento della civiltà calabrese e il titolo del libro rinvia proprio all’invocazione di aiuto che la magara Mela pronuncia nei suoi sortilegi. Tra siccità e carestie, morti ammazzati e paventate epidemia di colera, non mancano tentativi di “resistenza socialista”. Caratterizza Liberandisdòmini l’attento lavoro sulla lingua molto ricca, a volte aulica, colta, a volte intessuta di termini inventati o dialettali, sempre originale”.
Pantaleone Sergi, giornalista, storico e scrittore, è stato inviato speciale de La Repubblica e docente di Storia del Giornalismo presso l’UNICAL. Autore di numerose pubblicazioni, con Liberandisdòmini è al suo primo romanzo.
I rappresentanti delle istituzioni, la cittadinanza, nonché tutti i rappresentanti della stampa locale, i presidenti delle associazioni ed i soci che collaborano all’iniziativa, sono invitati.
i Lettori
the Readers
FESTIVAL RICORRENTE DEI LETTORI
CASTROVILLARI-POLLINO-CALABRIA-ITALIA-EUROPA-MONDO
(Progetto Artistico-letterario dell’Accademia Pollineana
-Col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Castrovillari,
“Città che legge”)
Anno 2018/ 2019
IV EDIZIONE, 3a Ricorrenza, XIII Rassegna
IL MAGGIO DEI LIBRI 2019
#iLettori #theReaders#PollinoReaders
Patrocini: Regione Calabria, Provincia di Cosenza
Collaborazioni: A.I.C.C. Castrovillari, FAI Pollino, Pro Loco di Castrovillari, Circolo Cittadino, Ass. Cult. “Città solidale”, I.R.S.D.D. Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia Cassano Jonio, Ass. cult. “Kontatto production”, Galleria d’Arte e Casa Editrice “Il Coscile”, Promoidea, Rubbettino Editore, Luigi Pellegrini Editore, Sellerio Editore Palermo, Castelvecchi Editore, Libreria “San Francesco”.
Salone “A. Giannoni”, Circolo Cittadino, C.so Garibaldi, Castrovillari. Saluti istituzionali saranno portati da Domenico Lo Polito, sindaco di Castrovillari. Interverrà Antonino Ballarati, pres. Ass. cult. “Circolo Cittadino”. Relazionerà Vittorio Cappelli, docente di Storia contemporanea Unical. Coordinerà Giovanni Pastore, giornalista, vice caporedattore Gazzetta del Sud.
Pantaleone Sergi con il suo romanzo “Liberandisdomini” edito da Pellegrini ha ottenuto il Premio letterario Amaro Silano 2018 per la narrativa. “Liberandisdomini racconta un paese immaginario della Calabria a cavallo tra Ottocento e Novecento, destinato a scomparire nel terremoto del 1905. Mambrici è un paese isolato che assiste allo spopolamento per effetto dell’emigrazione nella ‘Merica’”.
Al centro la figura del sindaco don Florindo appartenente alla classe nobiliare, attento a mantenere il controllo sociale ma aperto al nuovo con prudenza e soprattutto deciso a difendere il paese da don Mimì, mafioso che cerca un proprio riconoscimento. Mambrici condensa la storia di una Calabria dimenticata, funestata da calamità naturali, dalla miseria e dalle ingiustizie e percorsa da fermenti socialisti repressi sul nascere”. “Presente nel libro – è detto ancora nella motivazione del Premio suddetto – anche l’attenzione al magico, altro elemento della civiltà calabrese e il titolo del libro rinvia proprio all’invocazione di aiuto che la magara Mela pronuncia nei suoi sortilegi. Tra siccità e carestie, morti ammazzati e paventate epidemia di colera, non mancano tentativi di “resistenza socialista”. Caratterizza Liberandisdòmini l’attento lavoro sulla lingua molto ricca, a volte aulica, colta, a volte intessuta di termini inventati o dialettali, sempre originale”.
Pantaleone Sergi, giornalista, storico e scrittore, è stato inviato speciale de La Repubblica e docente di Storia del Giornalismo presso l’UNICAL. Autore di numerose pubblicazioni, con Liberandisdòmini è al suo primo romanzo.
I rappresentanti delle istituzioni, la cittadinanza, nonché tutti i rappresentanti della stampa locale, i presidenti delle associazioni ed i soci che collaborano all’iniziativa, sono invitati.
i Lettori
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-Col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Castrovillari,
“Città che legge”)
Anno 2018/ 2019
IV EDIZIONE, 3a Ricorrenza, XIII Rassegna
IL MAGGIO DEI LIBRI 2019
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Patrocini: Regione Calabria, Provincia di Cosenza
Collaborazioni: A.I.C.C. Castrovillari, FAI Pollino, Pro Loco di Castrovillari, Circolo Cittadino, Ass. Cult. “Città solidale”, I.R.S.D.D. Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia Cassano Jonio, Ass. cult. “Kontatto production”, Galleria d’Arte e Casa Editrice “Il Coscile”, Promoidea, Rubbettino Editore, Luigi Pellegrini Editore, Sellerio Editore Palermo, Castelvecchi Editore, Libreria “San Francesco”.
SANTO GIOFFRE' E L'OPERA DEGLI ULIVI PRESENTATO DAI READERS
Continuano gli appuntamenti per il Maggio dei Libri a Castrovillari (CS), organizzato dal Festival Ricorrente dei Lettori "The Readers".
Mercoledì, 22 Maggio, ore 18:00, presso la Sala Consiliare, Palazzo del Municipio, Castrovillari, si realizzerà la presentazione del libro di Santo Gioffrè “L’opera degli ulivi”, Castelvecchi Editore.
Saluti istituzionali saranno portati da Mariafrancesca Corigliano, assessore alla Cultura Regione Calabria,
da Domenico Pappaterra, pres. Parco Naz. del Pollino e da Domenico Lo Polito, sindaco di Castrovillari.
Interverranno:Giovanni Donato, pres. Ass. cult. “Città solidale”, Donatella Laudadio, capo delegazione FAI Pollino. Concluderà l’autore. Coordinerà i lavori Pasquale Pandolfi, vice pres. Accademia Pollineana.
L’opera degli ulivi è il nuovo romanzo storico-sociale di Santo Gioffrè. La narrazione parte dalle scene dei fermenti politici studenteschi che animavano le università negli anni Settanta. Manifestazioni, proteste, perquisizioni, detenzioni di armi, arresti. L’opera degli ulivi è anche amicizia, complicità, amore. il protagonista, Enzo Capoferro, è un giovane studente di Medicina, militante politico di sinistra. giulia si innamora di lui e lo sostiene nelle sue lotte, gli è compagna silenziosa e attenta. Non cerca di deviare il corso degli accadimenti nemmeno quando si accorge che Enzo è compromesso da una condanna ben lontana dalle ritorsioni per le lotte studentesche. La mala vivenza di Enzo è frutto di quella compromissione ancestrale, avuta per diritto di nascita, o obbligo di discendenza. È dunque in seno alla sua famiglia, e nel cuore del suo paese d’origine, che si scatenano le dure dinamiche sociali che trovano sfogo nella cruenta legge della vendetta. L’opera degli ulivi è metafora di un bivio, uno dei tanti davanti ai quali tutti gli uomini presto o tardi si ritrovano. Continuare o cambiare?
Santo Gioffrè
È autore di numerosi studi sulla storia, la cultura e le tradizioni popolari calabresi. Tra le sue pubblicazioni: gli Spinelli e le Nobili Famiglie di Seminara e artemisia Sanchez, dalla quale la rai ha tratto una fiction televisiva. e ancora Leonzio pilato (2010), La Terra rossa (2010) e il gran Capitán e il Mistero della Madonna nera (2014).
EVENTO ORGANIZZATO PER
i Lettori
the Readers
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(Progetto Artistico-letterario dell’Accademia Pollineana
-Col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Castrovillari,
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Anno 2018/ 2019
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IL MAGGIO DEI LIBRI 2019
#iLettori #theReaders #PollinoReaders
Patrocini: Regione Calabria, Provincia di Cosenza
Collaborazioni: A.I.C.C. Castrovillari, FAI Pollino, Pro Loco di Castrovillari, Circolo Cittadino, Ass. Cult. “Città solidale”, I.R.S.D.D. Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia Cassano Jonio, Ass. cult. “Kontatto production”, Galleria d’Arte e Casa Editrice “Il Coscile”, Promoidea, Rubbettino Editore, Luigi Pellegrini Editore, Sellerio Editore Palermo, Castelvecchi Editore, Libreria “San Francesco”.
Mercoledì, 22 Maggio, ore 18:00, presso la Sala Consiliare, Palazzo del Municipio, Castrovillari, si realizzerà la presentazione del libro di Santo Gioffrè “L’opera degli ulivi”, Castelvecchi Editore.
Saluti istituzionali saranno portati da Mariafrancesca Corigliano, assessore alla Cultura Regione Calabria,
da Domenico Pappaterra, pres. Parco Naz. del Pollino e da Domenico Lo Polito, sindaco di Castrovillari.
Interverranno:Giovanni Donato, pres. Ass. cult. “Città solidale”, Donatella Laudadio, capo delegazione FAI Pollino. Concluderà l’autore. Coordinerà i lavori Pasquale Pandolfi, vice pres. Accademia Pollineana.
L’opera degli ulivi è il nuovo romanzo storico-sociale di Santo Gioffrè. La narrazione parte dalle scene dei fermenti politici studenteschi che animavano le università negli anni Settanta. Manifestazioni, proteste, perquisizioni, detenzioni di armi, arresti. L’opera degli ulivi è anche amicizia, complicità, amore. il protagonista, Enzo Capoferro, è un giovane studente di Medicina, militante politico di sinistra. giulia si innamora di lui e lo sostiene nelle sue lotte, gli è compagna silenziosa e attenta. Non cerca di deviare il corso degli accadimenti nemmeno quando si accorge che Enzo è compromesso da una condanna ben lontana dalle ritorsioni per le lotte studentesche. La mala vivenza di Enzo è frutto di quella compromissione ancestrale, avuta per diritto di nascita, o obbligo di discendenza. È dunque in seno alla sua famiglia, e nel cuore del suo paese d’origine, che si scatenano le dure dinamiche sociali che trovano sfogo nella cruenta legge della vendetta. L’opera degli ulivi è metafora di un bivio, uno dei tanti davanti ai quali tutti gli uomini presto o tardi si ritrovano. Continuare o cambiare?
Santo Gioffrè
È autore di numerosi studi sulla storia, la cultura e le tradizioni popolari calabresi. Tra le sue pubblicazioni: gli Spinelli e le Nobili Famiglie di Seminara e artemisia Sanchez, dalla quale la rai ha tratto una fiction televisiva. e ancora Leonzio pilato (2010), La Terra rossa (2010) e il gran Capitán e il Mistero della Madonna nera (2014).
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domenica 12 maggio 2019
BRUNI, QUASIMODO E L'OMBRA DI PLATONE
“ L’ombra è dentro lo scavo del
tempo. Il poeta vive nel disordine, e vive di disordini. La poesia di Quasimodo
ha onde greche e latine. Quasimodo resta nella caverna, aperta alla solitudine,
la abita, per vivere le eredità” (dal Booktrailer di Stefania Romito del libro di Pierfranco
Bruni, L’ombra di Platone, Salvatore Quasimodo, una geografia mitica, Il
Coscile).
“La poesia è la rivelazione di un
sentimento che il poeta crede che sia personale ed interiore, che il lettore
riconosce come proprio”. S. Quasimodo.
Premessa.
Per le poesie delle sue prime
raccolte, Acque e terre-1930-, Oboe sommerso-1932-, Erato ed Apollion-1936-fino
ad Ed è subiso sera -1942-, Quasimodo si può considerare il caposcuola
dell’Ermetismo, fiorito soprattutto a Firenze negli anni 30 ed in fermento nel
decennio successivo. Il critico Francesco Flora, coniando la definizione di
Ermetismo (La poesia ermetica, 1936), vi include anche Ungaretti e Montale, che
la critica oggi escluderebbe dal novero degli ermetici. Non possiamo tacere
l’opera delle riviste Il Frontespizio e Campo di Marte nel cercare di definire
la nuova poetica, anche se è sottolineata la mancanza di un programma
condiviso. Un altro critico, Carlo Bo, scrive in un altro saggio (Frontespizio)
che la tendenza ermetica afferma l’idea di “letteratura come vita”. Sembra
quasi una presa di distacco dalle pose magniloquenti, dalle parole roboanti del
dannunzianesimo e del fascismo, essendo la letteratura “la strada più completa
per la conoscenza di noi stessi, per formarci una coscienza, per fare esercizi
nella palestra formativa per eccellenza”. Quindi, la letteratura è un punto di
riferimento filosofico e spirituale ineludibile. Se l’arte ha una missione, è
certo che sia quella di tirare in ballo la responsabilità dell’intellettuale,
l’impegno che attraverso la parola poetica egli testimonia, la ricerca della
verità attraverso il simbolo. Stabilire
un linguaggio comune attraverso la ricerca di una poesia “pura” pare l’intento
del gruppo degli ermetici che a parte Quasimodo, si assumono altri autori annoverati in questa corrente: Mario Luzi, Alfonso Gatto, attivi
nell’ambiente fiorentino, ma anche il ciociaro Libero De Libero, il lucano
Leonardo Sinisgalli, il lombardo Vittorio Sereni, cui si affiancano i critici
di area ermetica Carlo Bo, Oreste Macrì. All’Ermetismo sono state accostate
alcune linee di ricerca poetica di Umberto Saba, che pure avversò l’oscurità
ermetica e di Sandro Penna, per cui Pier Vincenzo Mengaldo ha parlato di “Ermetismo
debole”.
L’incontro con Pierfranco Bruni a
proposito del suo libro “L’ombra di Platone”.
Ora, per riprendere l’analisi di
Oreste Macrì sulla prima fase della poesia di Salvatore Quasimodo, Pierfranco
Bruni cita le parole del critico (pag. 17) che riassumono i motivi essenziali
nel percorso quasimodiano, ma aggiunge (pag. 18) anche che il vero centro
propulsore della I fase della poesia di Quasimodo, che si incentra sul tema del
viaggio, si può rintracciare sicuramente nel recupero dell’infanzia, del “beato
eden”. Dal 1947 in poi, ma forse anche prima, siamo di fronte ad un “altro”
Quasimodo. Centrale è anche l’isola, in cui mito e sacro si intrecciano (Isola
di Ulisse). Affetti, ricordi, sogni, pause e riprese costituiscono il tessuto
di un’esistenza che non poteva che dipanarsi a partire dai due archetipi che
polarizzano il cammino, madre e padre, e poi terra, sogno antico, sicurezza del
ritorno. Dialogando con Pierfranco Bruni, gli abbiamo chiesto quali fossero le
componenti ideologiche del gruppo ermetico ed in cosa consistesse specificamente
l’ ermetismo di Quasimodo ed abbiamo avuto la risposta che mentre Ungaretti ,
insieme a D’Annunzio, è il poeta-fulcro centrale del primo Novecento, attratto
dalla parola che sul tracciato di un misticismo sui generis si fa metafora e si trasforma in metafisica, e
sulla scia di Enea lambisce la profezia, fondendo nella “terra promessa”
visione latina e dimensione biblica per esprimere nel “porto sepolto” tutta la
geografia della sua anima; e mentre Montale vive e fa vivere al lettore diverse
fasi e stagioni da Ossi di Seppia a Quaderno di quattro anni, ad Altri versi,
ma resta “poeta di mezzo” che risente enormemente del tardo 800, mentre poi
apre le porte al primo Ermetismo, Quasimodo è il poeta ermetico per
antonomasia, in cui lo spazio diventa il mito costante, la cui grecità nasce
all’interno di una metafisica del viaggio che incorpora una dimensione
divina, riporta al mito ed il mito si
rigenera n una “magia alchemica”. I “Greci” Stesicoro, Ibico e Leonida , Saffo
e Nosside rivivono nella parola reinventata da Quasimodo e si fanno suoni nella
conchiglia del tempo, giungendo per il Mare Mediterraneo e l’ingegno del poeta-traduttore
fino alla nostra moderna sensibilità. Nel cap. “La dissolvenza nella poesia”,
Bruni parla di mito e sacralità, terra, madre, morte e terra promessa,
interrogativi del poeta e possibili risposte. Gli chiediamo di chiarire quale è
il peso di elementi così eterogenei nella poesia di Quasimodo, qual è il
discrimine tra i due modi di fare poesia in Quasimodo ed in che senso tenebre e
luce convivono in questo poeta. Voce della poesia, mito-magia, sacro-mito
diventano tensione lirica e fucìna di immagini. Secondo Bruni, le prove più
alte in Quasimodo sono quelle della I fase, che si conclude nel 1942 con Ed è subito sera. Centrale è la figura
della madre, segno di una possibile riconciliazione antica, segno di una
promessa originaria che salva da pianti e dolori. La presenza di elementi
eterogenei nella poesia quasimodiana non esclude la presenza costante del ritmo
e della musicalità del verso. Circa le luci e le ombre, non si può che essere
affascinati proprio dall’ombra costante che è data da Platone. Essa è simbolo
dello scavo che il poeta compie dentro la metafora della caverna, che poi
significa scavo nella propria fisicità, carnalità, intimità, io-inconscio.
Il libro di Bruni indaga con un’analisi molto peculiare alla sua
cultura ed alla sua persona le correnti poetico e filosofiche più
rappresentative del 900.In Montale vede il Mal giocondo di Pirandello, parla di
Salvatore Quasimodo come del poeta della centralità del Mediterraneo vero e
vissuto, prosegue investigando gli echi di Leopardi nella poesia novecentesca,
di D’Annunzio traghettatore verso la modernità, di Ungaretti e Cardarelli come
punti di riferimento di una poetica oltre la metafisica, ma dentro la geografia
dell’anima, ed ancora di Pavese-Ulisse che ritorna,di Quasimodo-Ulisse viaggiatore
impareggiabile. Significativamente trattati nel libro di Bruni sono i temi
della madre/viaggio/terra promessa. La madre in Pirandello è tragedia, in
Quasimodo rievocazione; poi prosegue col
tema del viaggio (in Foscolo fuga costante, in Quasimodo fuga esistenziale,
metafisica geografica, ma anche terra impareggiabile, percorso che resta
dentro, una memoria sublime). La figura della madre sembra sconfinare nella
ricerca di una terra promessa.Chiediamo a Bruni se non gli sembra che nel mondo
adulto, tagliando il cordone ombelicale con la madre per la seconda volta, ci
sia bisogno, ieri come oggi, di approdare ad una nuova terra (promessa o
raggiunta per elezione o necessità) che nutra per natura e per cultura e che,
forse, proprio di questo vi sia bisogno:
di un necessario distacco che porti a maturare la propria adultità, pur nel dolore
della perdita originaria. Ci risponde che il cordone ombelicale dalla madre, in
realtà, non si rompe mai. Se “la madre è ferita nella dolcezza”, la
rievocazione dell’amore originario è la sola che possa far scaturire la
bellezza del ricordo-dolcezza. Mi piacerebbe pensare che finchè conserviamo i
ricordi del primitivo amore, allora ci sarà sempre la possibilità di un
salvifico (eterno) ritorno, fors’anche solo a se stessi, un eterno- ritorno a
quell’abbraccio circolare che è come una “piccola morte”, naufragio dolcissimo.
FMB
sabato 11 maggio 2019
UN SECOLO E POCO PIU' DI LUIGI SARACENI A CASTROVILLARI
Venerdì, 17
Maggio, alle ore 18:00, nel Salone “A. Giannoni”, del Circolo Cittadino,in C.so Garibaldi, a Castrovillari, per la XIII
Rassegna dei Readers, Festival Ricorrente dei Lettori, in occasione del “Maggio
dei Libri” a Castrovillari (insignita del titolo “Città che legge”), si terrà
il 3° appuntamento dei programmati 7 incontri con autori e le loro opere da far
conoscere e leggere al pubblico: la presentazione del libro di Luigi Saraceni “Un secolo e poco più”, introduzione di Giuliano Pisapia, Sellerio
Editore, Palermo. Saluti istituzionali saranno portati da Domenico Lo Polito, sindaco di
Castrovillari. Introdurrà
, portando i saluti a nome dell’Ass. cult. “Circolo
Cittadino” Marika Magnelli, in
qualità di vicepresidente. Interverranno la prof.ssa Rosa Maria Cappelli, il prof. Luigi
Troccoli e S.E. Mons. Francesco
Savino, vescovo della Diocesi di Cassano Ionio. Coordinerà i lavori la
prof.ssa Marisa Urso. Concluderà l’autore,
il magistrato Luigi Saraceni.
Nota:
Il
libro, come è stato scritto, parte da un padre “rivoluzionario” e arriva a una
figlia accusata di terrorismo. Scevro da intimismo, il testo racconta la storia
della famiglia Saraceni e non solo: tratta del percorso che descrive ed
analizza “la storia della democrazia, la nascita e lo sviluppo dei diritti, il rapporto
tra politica e magistratura e tra magistratura e avvocatura.” Inquietudini e ruolo che le diverse epoche storiche hanno
assegnato alla funzione della giustizia, come scrive Giuliano Pisapia,
nell’introduzione a Un secolo e poco più
si riverberano nelle storie di tre personaggi della stessa famiglia e, nel mentre, si dipana un secolo: dall’attentato a Umberto I ad oggi.
I personaggi sono essenzialmente il padre dell’autore, Silvio, un rivoluzionario, avvocato antifascista; fondatore della «Repubblica di Castrovillari; Luigi, magistrato eretico che ha operato negli anni Cinquanta in cui capitava di processare quasi esclusivamente gli emarginati e gli autori di reati contro la proprietà; magistrato con una profonda concezione della giustizia. Lo si ricorda anche come fondatore di Magistratura democratica e come deputato di una sinistra sui generis.
Infine, troviamo la figlia Federica, prima bambina, poi adolescente inquieta e dedita all’impegno politico, che si troverà ad avversare l’ ordine sociale di quegli anni, finendo imputata e condannata per un delitto politico commesso dalle BR.
In queste tre vite si trova la rappresentazione di una Storia soggettiva e nazionale , in cui il padre che si interroga sui suoi errori, veri o presunti, colpisce con un’evidenza dolce e drammatica in cui ciascun genitore, nelle stesse circostanze, potrebbe facilmente ritrovarsi.
si riverberano nelle storie di tre personaggi della stessa famiglia e, nel mentre, si dipana un secolo: dall’attentato a Umberto I ad oggi.
I personaggi sono essenzialmente il padre dell’autore, Silvio, un rivoluzionario, avvocato antifascista; fondatore della «Repubblica di Castrovillari; Luigi, magistrato eretico che ha operato negli anni Cinquanta in cui capitava di processare quasi esclusivamente gli emarginati e gli autori di reati contro la proprietà; magistrato con una profonda concezione della giustizia. Lo si ricorda anche come fondatore di Magistratura democratica e come deputato di una sinistra sui generis.
Infine, troviamo la figlia Federica, prima bambina, poi adolescente inquieta e dedita all’impegno politico, che si troverà ad avversare l’ ordine sociale di quegli anni, finendo imputata e condannata per un delitto politico commesso dalle BR.
In queste tre vite si trova la rappresentazione di una Storia soggettiva e nazionale , in cui il padre che si interroga sui suoi errori, veri o presunti, colpisce con un’evidenza dolce e drammatica in cui ciascun genitore, nelle stesse circostanze, potrebbe facilmente ritrovarsi.
I rappresentanti delle istituzioni, la
cittadinanza, nonché tutti i rappresentanti della stampa locale, i presidenti
delle associazioni ed i soci che collaborano all’iniziativa, sono invitati.
Castrovillari, lì 11/Maggio/2019
CASTROVILLARI, 11 MAGGIO 2019. Nella Città che legge #iLettori #theReaders #PollinoReaders
Per la XIII Rassegna dei Readers, Festival Ricorrente dei Lettori, in occasione del “Maggio dei Libri” a Castrovillari (insignita del titolo “Città che legge”), alla presenza di un folto pubblico, si è tenuto il 2° appuntamento dei programmati 7 incontri con autori e le loro opere da far conoscere e leggere al pubblico: la presentazione del libro dell’esordiente castrovillarese Mario Malagrinò “Dieci mesi Di…versi”, Edizioni Promoidea Pollino. Saluti istituzionali sono stati portati da Domenico Lo Polito, sindaco di Castrovillari. Sono intervenuti: Angelo Lorenzo Filomia, editore; Francesca Giovanna D’Ingianna, logopedista, resp. Riabil Center. Ha coordinato Pasquale Pandolfi, vicepresidente Accademia Pollineana. Le letture sono state affidate a Filomena Minella Bloise e a Mena Ferraro. Ha concluso l’autore Mario Malagrinò.
Nota: Come scrive S.E. Mons. Francesco Savino, che ha curato l’introduzione del libro, si tratta di un racconto biografico, “che assurge…a flusso di coscienza collettiva”, porgendo un’occasione di comprensione di una cultura “altra” che, anzicchè suscitare pietà per la condizione dei diversamente abili, si fa lezione di accoglienza di se stessi e del prossimo, ed integrazione attiva. Il libro di Malagrinò provoca una catarsi salvifica della condizione umana, rigenerata dalla forza operante che la fede può produrre in ciascuno di noi. L’autore, che di professione è operatore sanitario, impara a fare “acrobazie con la vita” , coglie il valore dei sogni e dell’ascolto dei progetti degli altri, così da diventare esempio di come si possa canalizzare la rabbia, trasformandola in rapporto più autentico col proprio vissuto e sperimentando la capacità di diventare roccaforte anche per gli altri.
Si ringraziano tutti coloro che con la loro presenza partecipe hanno scritto con l'autore, i relatori e l'Accademia Pollineana questa bella pagina di grande affiatamento e coesione sociale.
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